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L’oleificio Panizzi Giobatta (Cicin) Badalucco

Siamo nella Terra della Taggiasca , i frantoi di tipo tradizionale o di tipo a ciclo continuo sono numerosi, la scelta di visitare l’oleificio Panizzi è stata dettata fondamentalmente da due considerazioni. La prima è che conosciamo molto bene CICIN in quanto: è il frantoiano che frange la nostra piccola produzione di olive dell’oliveto in Beuzi in  Taggia e perché è il fornitore di olio e olive in salamoia dell’Albergo Lucciola. Solo la conoscenza nel tempo del frantoiano ci permette di parlare con tranquillità di un olio che facciamo fatica a distinguere da quello che produciamo direttamente.

L’altra ragione è perché sappiamo che Panizzi è un autentico appassionato del suo lavoro e dei valori storici e culturali che questo racchiude.

Per cui è lieto di illustrare sia il metodo di spremitura a freddo delle olive che delle attrezzature che usa e che usavano i suoi avi in passato.

Vi si trova il frantoio che utilizza, un frantoio elettrico di tipo tradizionale, accanto a questo vi è un frantoio ad acqua, del tipo di quelli che hanno segnato la storia dell’olivicoltura imperiese.  Le macine in pietra, il torchio a mano, il carro dell’olio, sono solo alcuni degli strumenti che si possono osservare e che dovrebbero formare quanto prima un piccolo museo a fianco al frantoio. La visita al frantoio dovrebbe essere  condotta in due tempi: una molto breve ma molto interessante nel periodo invernale, nel momento in cui il frantoio è in funzione e quindi si può osservare tutto il ciclo della spremitura a freddo e l’altra nel periodo estivo.

Nel tempo della spremitura si osserva dalla pesatura delle olive, allo schiacciamento con le grandi macine in pietra, alla predisposizione della pasta negli sportellini per la pressatura, sino alla separazione dell’olio dalle acque di vegetazione nella centrifuga.

La visita invernale in un momento di grande lavoro non consentirà di poter ascoltare la storia dell’olio e degli strumenti da parte di Cicin, per cui si consiglia di tornare in tarda primavera, o in estate, in cui il frantoio è chiuso è quindi possibile visitare anche la parte in cui è stato ricostruito un antico molino per le granaglie: grano, farro, mais, castagne secche.

Sia in inverno che in estate non dovrebbe mancare la degustazione dei prodotti tipici: la pasta d’olive, le olive in salamoia, il pesto, i pomodori secchi e le varie creme a base di olio e erbe officinali.

Nelle foto si osservano solo alcune delle innumerevoli scoperte che si possono fare nell’oleificio.

Si notano anche dei limoni di Taggia perchè si crede che questo frutto possa offrire un condimento che si integra perfettamente con l’olio extravergine di oliva estratto dalla “ taggiasca”.