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Cipressa – Taggia via alta

La Cipressa- Castellaro- Taggia, via alta, è un percorso sul quale si possono fare numerose varianti. In particolare una via bassa, attraverso i Zinchi di Pompeiana, che sconsigliamo pur essendo molto panoramica, perché quasi interamente su asfalto.

Le foto, come si può osservare, sono numerate da Cipressa, al Santuario di N.S. di Lampedusa ( Castellaro), a Taggia e si riferiscono a varie escursioni che si sono succedute in svariati anni, a differenza delle Vie del sale, dove i due viaggi sono rigorosamente distinti tra loro.

L’itinerario  può essere percorso in mezza giornata nella versione più breve, o in alcuni giorni se si desidera collegarlo a percorsi che partano da Imperia, Dolcedo, Civezza, Costarainera e che una volta a Taggia proseguano in direzione Sanremo, Ceriana, Baiardo…….  Senza allungarlo di molto e quindi sempre percorrendolo in giornata si può partire dal mare, con i cavalli in spiaggia a Riva Ligure o a S. Stefano al Mare, risalire a Terzorio, e da qui raggiungere la Torre Gallinara di Cipressa e la Pineta di Cipressa. Gran parte della risalita, piuttosto ripida, tra S. Stefano e Terzorio si sviluppa tra coltivazioni floricole e uliveti.

Nella versione più breve, quella illustrata nelle foto,  occorre trasportare i cavalli con il trailer  a Cipressa, in paese, alla Torre Gallinara, o direttamente in pineta.

La pineta di Cipressa, essendo ubicata su un crinale, con ampi tratti pianeggianti, o a bassa acclività, è uno dei posti più suggestivi e più piacevoli da percorrere a cavallo. Oltre ad offrire panorami unici che spaziano dal mare di Imperia, sino a Bordighera – Ventimiglia  ed alla costa francese, permette di imparare, e di insegnare, i primi rudimenti dell’equitazione di campagna in un ambiente dove i pericoli sono molto limitati.

Partendo dalla pineta di Cipressa per l’escursionista esistono molte opportunità, si può ridiscendere alla Torre Gallinara, o a Lingueglietta, importante centro storico con la Chiesa fortificata di S. Pietro, oppure si può andare verso Terzorio, Pompeiana Castellaro passando dalla piccola frazione Zunchi, ma sicuramente il precorso più interessante è quello di crinale che porta in direzione di Boscomare e Pietabruna. Ci permette di raggiungere S. Salvatore, sullo spartiacque che separa la Valle Argentina dalla Valle del S. Lorenzo, poco al di sotto del monte Faudo.

In varie occasioni abbiamo percorso questo itinerario, in compagnia di vari amici e con vari cavalli.  L’itinrario, soprattutto per quanto riguarda la salita, è molto semplice e consigliabile a qualsiasi escursionista equestre.

Nella parte più alta  può fare impressione a chi soffra di vertigini, in quanto ci si trova su un crinale con la vista aperta a trecento sessanta gradi.

La vista spazia da Imperia – Diano Marina ad Arma di Taggia, Sanremo, Ventimiglia, Costa Azzurra. Il percorso segue una strada sterrata in cattivo stato per chi la percorra con un veicolo fuoristrada, ma non presenta difficoltà per chi la percorra a piedi o a cavallo.

Partendo da Cipressa, percorsi alcuni chilometri si trova sulla destra una stazione di presa del metanodotto, a fianco a questa parte un sentiero molto ripido che, con cavallo a mano, permette di collegarsi con la strada panoramica Ligueglietta – Boscomare, particolarmente piacevole.  A Lingueglietta,  a Boscomare, osserviamo ancora l’olivicoltura tradizionale.

Mentre a Pietrabruna, che scorgiamo verso nord, e che possiamo raggiungere da Boscomare,  l’olivicoltura è piuttosto avanzata, qui si è usato per le prime volte nel Ponente Ligure il sistema di spremitura continuo, alternativi a quello dei frantoi tradizionali.

All’incrocio con la strada Lingueglietta- Boscomare, se proseguiamo dritti sul sentiero, possiamo arrivare a Torre Paponi, paese caratteristico immerso nel verde.

Pur avendo varie alternative proseguiamo la nostra escursione e dalla cabina del metanodotto, invece di svoltare a destra verso Torre Paponi seguiamo per pochi metri la strada sterrata e quindi ci portiamo verso sinistra, percorrendo la vecchia pista del metanodotto. La strada è piuttosto ripida ma ci permette di raggiungere velocemente lo spartiacque che ci separa dalla Valle Argentina. Siamo sopra Castellaro, in una posizione che domina su Arma di Taggia e su Sanremo. Per chi soffra di vertigini è consigliabile godersi il panorama dopo essere scesi da cavallo.

Percorrendo prati e piccoli sentieri rientriamo sulla strada che abbiamo lasciato poco prima. Raggiungiamo quindi il bivio che ci porta  a Pietrabruna –  Monte Faudo o Castellaro. Prima di ridiscendere verso Lampedusa – Castellaro, raggiungiamo l’edificato con la appella di S. Salvatore.

Nella parte finale della nostra risalita il fondo stradale che precedentemente era prevalentemente in pietra è diventato in terra e prato.

Abbiamo quindi raggiunto il punto più alto della nostra escursione a circa 700 m. sul livello del mare. Se proseguissimo sul fianco est del Monte Faudo, in direzione nord sempre sulla strada sterrata, raggiungeremmo il Passo di Vena a m. 970 slm. Da qui avremmo  tre possibilità: di raggiungere Dolcedo, passando dalla Frazione Lecchiore nella zona dell’olivicoltura per eccellenza, di scendere rapidamente verso Badalucco e Montaldo, passando per il Santuario di N.S. Dell’AcquaSanta , oppure con un sentiero al momento difficile e impegnativo, salire verso Colle D’Oggia in direzione nord.

Da Colle D’Oggia ( vedi cap. 3 Valle Argentina) vi è la possibilità di andare sull’alta Via a Colle Garezzo in direzione Nord, di ridiscendere verso Carpasio e a S. Bernardo di Conio.

Ritornando alla nostra escursione iniziamo la discesa verso il Santuario di N.S. di Lampedusa in Valle Argentina. La discesa inizialmente è su terra battuta con pendenze non elevate presenta quindi dei tratti in battuto di cemento piuttosto ripidi da consigliare la discesa con cavallo a mano.

Il versante è molto acclive per cui può creare turbamento per chi soffra di vertigini.

In meno di un’ora da S. Salvatore si raggiunge la Chiesa di N. S. Di Lampedusa , la cui storia è sintetizzata nel cap. 3, da cui con un tratto di strada asfaltata, estremamente panoramico su Arma e Taggia, si arriva a Castellaro.  A Castellaro  è in corso di ultimazione un campo da Golf, con Hotel, piscina, campi da tennis, che ha riqualificato un’importante area a confine con Pompeiana.

Poco sotto il campo da golf vi è il Centro Ippico Pompeiana, una struttura a prima vista abbastanza semplice, ma che in realtà ha una alta professionalità. Sotto la guida dell’istruttore FISE Silvano Rozzio ci si può preparare per gare di salto ostacoli di alto livello In questi ultimi anni ha ricevuto il riconoscimento di miglior centro FISE della Liguria. Per la struttura equestre di un piccolo Paese  superare grandi città come Genova,…….., è la dimostrazione di una grande professionalità. In questi ultimi tempi il Centro Ippico ha aggiunto, alla pratica degli Sport Equestri l’organizzazione di passeggiate, grazie alla passione ed all’impegno di Cristina Papone.

Da Pompeiana si raggiunge facilmente Terzorio e qui S. Stefano al Mare.

Da Castellaro si percorre, partendo dal Centro Storico, un tratto della antica mulattiera, che si consiglia di fare con cavallo a mano, in quanto all’inizio vi sono due tornanti molto ripidi e la parte nei pressi del viadotto autostradale, molto ripida, è stata adattata al transito veicolare con una cementificazione molto liscia.

Si Arriva quindi in Taggia, nei pressi del Ponte Romanico, poco sotto Villa Curlo.   Se si vuole interrompere l’escursione basta percorrere circa mezzo chilometro lungo l’argine inistro in direzione sud e raggiungere il Circolo Turismo Equestre S. Martino da Antonio e Elisabetta, dove i può trovare tutta l’assistenza necessaria, da cui noi solitamente partiamo per i nostri viaggi.

In alternativa si può attraversare il Ponte Romanico, andando in direzione di Ceriana, e raggiungere Piazza S. Benedetto, con la Chiesa dedicata a S. Benedetto Revelli ( ved. Capitolo 6 Taggia fa festa con la storia) sottostante la Chiesa di N. S. Del Canneto ( ved. Cap. 3 La Valle Argentina). Siamo  nel punto che ha dato il Nome all’oliva Taggiasca in cui i Padri Benedettini hanno piantato i primi alberi di Olivo.